Google Auto che si guida da sola
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Con l'auto che si guida da sola non ci saranno più incidenti stradali

Senza pilota elimineremo il 94% di cause di rischio. E Google, intanto, porta i primi prototipi sulle strade (quelle vere) di Mountain View

L’errore umano è responsabile del 94% degli incidenti stradali. La macchina che si guida da sola eliminerà l’errore umano. Il sillogismo vien da sé: quando queste vetture saranno di uso comune i sinistri in strada saranno un evento più unico che raro.

Parliamo di eventi futuribili, è evidente, e in casi come questi numeri e ipotesi statistiche devono essere presi con almeno un paio pinze. Ma considerata l'importanza del tema e soprattutto il parterre dei protagonisti che stanno credendo (e investendo) nel progetto, vale la pena dedicarci un po' di tempo.

Per inciso: la prima indagine arriva dal Dipartimento dei Trasporti americano e si basa a sua volta su una ricerca a campione del NMVCCS. In essa si afferma che dei quasi 2 milioni e 200 mila incidenti avvenuti sulle strade statunitensi nel triennio 2005-2007, oltre 2 milioni sono causa di distrazioni e altri comportamente “inadeguati” dei guidatori. Più di nove volte su 10, in pratica, l’automobilista è la causa dell’incidente.

La seconda statistica, in vero più una previsione, è firmata Google. La società di Mountain View, da tempo impegnata nello sviluppo delle cosiddette self driving cars, è convinta che la tecnologia sarà in grado di eliminare completamente l’intervento umano alla guida, e - con esso - anche la principale fonte di pericolo.

In estate le prime Google Car autoguidate sulle strade di Mountain View
Certo, resta da capire se l’intelligenza artificiale sia davvero infallibile o se - come è lecito pensare - porterà in dote qualche ulteriore fattore di rischio. Per sgombrare il campo da dubbi, la grande G porterà le sue Google Car autoguidate nel traffico vero. Lo rivela il blog della società, specificando che una serie di prototipi intelligenti sono pronti ad uscire dai cancelli della pista privata di Mountain View per circolare liberamente fra le strade della cittadina californiana. In questo modo, fa sapere la società, sarà possibile avere una serie di dati più attendibili sul comportamento della vettura in condizioni reali.

L'incognita degli imprevisti
Le auto, si legge sul blog della casa, si muoveranno in strada a una velocità media di 25 miglia orarie (circa 40 Km/h) e saranno comunque “abitate” da una persona che potrà in qualsiasi momento intervenire su pedali e sterzo per prendere il controllo della vettura. L’obiettivo - al di là dei test di sicurezza - è valutare l’interazione e la reazione degli altri automobilisti con questo genere di vetture e analizzare i “comportamenti” dell’intelligenza artificiali dinnanzi agli imprevisti tipici della viabilità stradale. Cosa farà l’auto che si guida da sola dinnanzi a un ingorgo o a una segnalazione di lavori in corso? Solo la strada, quella vera, ci darà una risposta attendibile.

Per il momento accontentiamoci della promessa di una viabilità più sicura, ben compendiata dalle parole - ormai celebri - di Bob Lutz, vice presidente di General Motors: "Le auto che si guidano da sole saranno più sicure di quelle attuali perché non bevono, non si drogano, non scrivono messaggi mentre sono al volante e non competono in velocità con le altre macchine".

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