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Anche Apple avrà il suo Street View (grazie agli utenti)

Dopo aver fatto rotolare teste e acquisito fior di startup, Apple deposita un brevetto per una tecnologia che consentirebbe agli utenti di generare modelli 3D con il proprio iPhone. Ecco come e perché le mappe di Apple si stanno riscattando

Apple Maps Cube

– Credits: nekosoft @ Flickr

Sulle mappe di Apple, Tim Cook e soci non intendono darsi per vinti. Dopo aver passato un anno e mezzo a lavorare di lima sulle singole, disastrose, falle; dopo aver fatto rotolare la tetta di Scott Forstall; dopo aver rilevato un’ampia serie di startup specializzate in geolocalizzazione, ora Apple sembra pronta a colpire Google là dove si sente più forte.

In un brevetto depositato ieri, Apple descrive una tecnologia che consentirebbe all’utente di esplorare un modello 3D di un’area o uno spazio chiuso, qualcosa di simile a quello che avviene con Street View in Google Maps. Ma la cosa più interessante, è che il brevetto descrive anche un sistema di tracking 3D che permetterebbe di generare un modello tridimensionale degli ambienti esplorati fisicamente dall’utente. Non solo, l’utente sarebbe in grado anche di utilizzare il proprio iPhone come una specie di scanner tridimensionale per ottenere modelli 3D di ambienti o singoli oggetti.

Le possibili applicazioni di una simile tecnologia sono molteplici, dall’architettura al design industriale, ma c’è chi è pronto a scommettere che Apple intenda utilizzare il brevetto per trasformare i propri utenti in cartografi inconsci che vadano, giorno dopo giorno, spostamento dopo spostamento, a perfezionare le tanto vituperate mappe.

Intendiamoci, non si tratterebbe di un’arma risolutiva, considerando che Google già offre una qualità su Street View che difficilmente potrà avere rivali a breve termine, e in ogni caso a Mountain View l’idea di sfruttare i singoli utenti per migliorare le mappe è già stata realizzata. Ma è chiaro che, nonostante la falsa partenza, Apple sta puntando ancora molto sulla geolocalizzazione. Prova ne è un altro recente brevetto, in cui vengono offerte interfacce diverse per la visualizzazione delle mappe , a seconda dell’utilizzo che se ne vuole fare (turismo, shopping, lavoro, ricerca storica).

È passato solo un anno e mezzo da quando Apple ha presentato al mondo la sua app Maps, un anno e mezzo in cui la Rete si è messa d’impegno per coprire di sberleffi, meme e critiche affilate quello che probabilmente, negli annali di Cupertino, sarà ricordato come il più imbarazzante degli scivoloni. Ancora oggi, quando si parla delle mappe di Apple, molti sollevano un sorriso sarcastico. Quello che non sanno, è che negli ultimi mesi, le mappe di Apple hanno recuperato parecchi degli utenti dispersi durante le prime prove di varo.

Basta fare i calcoli . Nel settembre del 2012, quando le mappe di Apple fecero il loro pietoso debutto, Google Maps registrò un picco di 81 milioni di utenti combinati iOS+Android. Un anno dopo, nel settembre 2013, questo numero era sceso a 58,7 milioni, mentre le mappe di Apple contavano 35 milioni di utenti in totale. Gli utenti Apple che continuavano a utilizzare Google Maps erano solo 6 milioni, di cui 2 non avevano effettivamente possibilità di passare alle mappe di Apple perché non erano in condizioni di scaricare iOS6.

Gli utenti Apple sono noti per essere particolarmente fedeli alla mela di Cupertino a tutti i prodotti che la esibiscano, e forse la ripresa di Cupertino su Mountain View è dovuta in buona parte a questo. Ciò non toglie che Google farebbe bene a guardarsi le spalle. Non è mai saggio stravaccarsi sugli allori, soprattutto quando a volerti fare le scarpe è qualcuno del calibro di Apple.

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