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App.net, un clone di Twitter a pagamento e senza pubblicità

Dopo aver annunciato battaglia contro Facebook e Twitter, Dalton Caldwell è pronto a lanciare App.net, un social network senza pubblicità e a pagamento. E tu, saresti disposto a pagare per un clone di Twitter?

Appnet

– Credits: (alpha.app.net/stephenfry)

Dieci giorni fa, Dalton Caldwell ha scritto un’accorata lettera aperta a Mark Zuckerberg in cui incolpava i funzionari di Facebook di aver cercato di mandare gambe all’aria il suo business. Nella lettera, accusava Facebook e Twitter di essersi trasformati in media company genuflesse all’advertising e al lucro. La storia era interessante e il suo nome ha fatto rapidamente il giro della Rete, migliaia di persone hanno cominciato a visitare il suo blog e, transitivamente, la pagina della raccolta di finanziamenti per il suo ambizioso progetto: App.net, un social network scevro da pubblicità. Al tempo, la campagna di crowdsourcing App.net galleggiava attorno ai 65.000 dollari.

Nel corso del fine settimana, Dalton Caldwell ha raggiunto il traguardo dei 500.000 dollari, con due giorni d’anticipo. Non serve essere maliziosi per capire che il ragazzo, già fondatore di Imeem, ha saputo come fare pubblicità al proprio progetto. Che, lasciando perdere le strategie comunicative poco ortodosse, va detto, è un progetto interessante.

La teoria di Caldwell è la seguente: finché un social network ha come preoccupazione principale la soddisfazione degli utenti e il coinvolgimento di sviluppatori esterni, il suo servizio non può che migliorare. Quando invece spremere ricavi dall’utenza diventa l’obbiettivo principale, il social network si mette al servizio degli inserzionisti e le sue qualità vengono inevitabilmente erose a fini di lucro. Senza troppi giri di parole, Caldwell mette nel mirino Facebook, e in particolare Twitter. La compagnia di Dick Costolo secondo Cadwell ha ormai come interesse principale gli introiti pubblicitari, e la prova di ciò sarebbe la scelta di limitare l’utilizzo di API agli sviluppatori esterni.

Di fronte a un simile scenario, Caldwell è convinto che gli utenti più sensibili e accorti, saranno sempre più disposti ad abbandonare piattaforme inflazionate d’utenti e distorte dalla pubblicità, per affidarsi a servizi che fanno della privacy e della libertà di gestione dei dati un core business vero e proprio. La sua risposta a questa supposta esigenza è App.net .

Si potrebbe dire che App.net sta a Twitter come Diaspora sta a Facebook, ma sarebbe una versione semplicistica e fuorviante. Certo, App.net ha parecchie similitudini con Twitter: ha un meccanismo di condivisione simile e un limite per ogni post di 256 caratteri (contro i 140 di Twitter). Tuttavia, la peculiarità di App.net non consiste in questo, bensì nella scelta di bonificare il social network da ogni tipo di contenuto pubblicitario, di mettere i dati personali nelle mani degli utenti (che possono gestirli come preferiscono, ed esportarli facilmente) e, cosa piuttosto inedita, nella scelta di puntare su un’utenza disposta a pagare una quota d’iscrizione annuale per utilizzare il servizio.

Ecco la sfida (o l’azzardo) più interessante di Caldwell: in un Web che trabocca di social network gratuiti e imbottiti di pubblicità, ci sarà una nicchia sufficientemente nutrita di utenti disposti a pagare per avere un servizio affidabile, controllabile e disinfettato da ogni sorta di pubblicità. Secondo alcuni, il traguardo raggiunto nel weekend dalla creatura di Caldwell, dimostra che là fuori ci sono utenti (e sviluppatori) che non aspettano altro di aprire il portafogli per poter avere accesso a un social network sicuro. I finanziatori di App.net infatti hanno dovuto sborsare un minimo di 50 dollari (7.600 finanziatori finora), comprensivi di un abbonamento annuale alla versione alpha del servizio. C’è poi chi ha investito 100 dollari (2.000 finanziatori), ottenendo il diritto di essere accreditato come sviluppatore e ottenere il developer kit completo per creare applicazioni basate sul social graph di App.net. Ci sono stati infine 60 finanziatori che hanno scucito la bellezza di 1000 euro a testa, solo per poter incontrare Caldwell di persona.

In questo momento, la campagna di crowdsourcing ha toccato quota 648.000 dollari, una cifra che potrebbe ancora salire, di qui a domani (data di scadenza della campagna). Diversi sviluppatori hanno già presentato applicazioni incentrate sulla piattaforma, e la fase alpha di App.net procede a vele spianate (per dare un'occhiata alla piattaforma, andate qua ). Due interrogativi però continuano ad aggirarsi insistente per la Rete: quanti utenti saranno disposti a pagare per fruire di un social network che, essendo a pagamento, avrà un’utenza verosimilmente più ristretta di quelli gratuiti? Ma soprattutto: quanti utenti hanno tanto a cuore il controllo dei propri dati, da avere urgenza di sbarazzarsi degli ad pubblicitari?

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