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Amazon Prime Music: la sfida a Spotify parte ad handicap

Il colosso dell’ecommerce lancia il suo personalissimo servizio di streaming. Ma la mancanza nel catalogo di hit recenti e degli artisti della scuderia Universal rischiano di ridurne l’impatto sul mercato

Amazon Prime Music

– Credits: Amazon

In questo momento non c’è società tecnologica al mondo - nemmeno Google, Facebook o Apple - che sia più impegnata di Amazon nel ridisegnare le proprie attività. Nei prossimi mesi, per dire, la società di Jeff Bezos dovrebbe lanciare uno smartphone tutto suo, un sistema di pagamento online in stile PayPal e una nuova sezione dedicata ai servizi; senza contare il megaprogetto per la consegna dei pacchi coi droni (ma per quello ci vorrà più tempo).

Nel frattempo, giusto per non stare troppo tempo con le mani in mano, il colosso dell’e-commerce ha annunciato l’arrivo di Amazon Prime Music un servizio di streaming che si presenta - nella forma e nella sostanza - come l’ennesima alternativa a Spotify.

COME FUNZIONA
Amazon Prime Music è già integrato nei dispositivi Kindle (Fire HD/HDX) e può essere scaricato come applicazione dai possessori di smartphone e tablet Android ed Apple; in alternativa è possibile fruire del servizio da computer (PC o Mac) attraverso un normale browser Web. L’accesso al database di tracce musicali è però limitato ai soli abbonati a Prime, il servizio a pagamento (costa 99 dollari negli Stati Uniti) che offre fra le altre cose la consegna gratuita per molti beni di consumo del catalogo Amazon nonché l’accesso a un ampio catalogo di film e serie Tv.

STREAMING, DOWNLOAD E RADIO. MA IL CATALOGO È ANCORA INCOMPLETO
Il principio di funzionamento ricalca quello di molti altri programmi di streaming: si cerca una canzone o un artista e la si ascolta in tempo pressoché reale sfruttando la connessione Web. In alternativa è possibile scaricare le canzoni in locale (per poi ascoltarle offline) oppure lanciare un programma di selezione automatica dei brani per avere una playlist raccomandata da Amazon sulla base delle tracce o dei generi preferiti. 
Il principale difetto di Prime Music sta nella copertura ancora piuttosto limitata del panorama musicale. Attualmente il servizio mette sul piatto circa 1 milione di tracce, escludendo sia gli artisti della scuderia Universal (la più grande major del mondo) sia le hit degli ultimi sei mesi. Il motivo di questa lacuna sarebbe da ricercare negli accordi negoziati con le etichette che impedirebbero in questo momento alla società di Jeff Bezos di godere dei privilegi offerti invece ad altre società.

UN AIUTO DALLO SMARTPHONE
La speranza di Amazon è ovviamente quella di riuscire - primo o poi - a convincere le grandi case discografiche delle opportunità che possono derivare dal matrimonio con il suo ecosistema. La società americana conta infatti già 244 milioni di utenti attivi (che abbiano cioè effettuato almeno un acquisto negli ultimi 12 mesi) e 20 milioni di iscritti a Prime. Il tutto potrebbe essere facilitato dall’arrivo del primo smartphone Amazon (lo vedremo concretamente il prossimo 18 giugno), una pedina che potrebbe dare a Jeff Bezos e soci uno strumento chiave per conquistarsi una posizione prvilegiata nel mercato della mobilità: fra i concorrenti solo Apple e Google hanno alle spalle un’infrastruttura hardware-software altrettanto robusta. Di certo Amazon dispone al momento la migliore offerta commerciale: 99 dollari l’anno per avere musica, film, serie TV e consegne gratuite su molti beni del catalogo di e-commerce è oggettivamente un’offerta invitante. Che in un certo senso fa chiudere un occhio su tutti gli attuali limiti del servizio.

 
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