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Alexa, l’intelligenza artificiale di Amazon è ovunque

Smartphone, elettrodomestici, automobili: l’assistente virtuale del colosso americano è ovunque. Ci ascolta e prova a)esaudire le nostre richieste

In principio era solo una voce fuori dal coro, un’assistente virtuale sui generis rispetto ai vari Siri, Cortana, Google Now, se non altro per via delle sua manifestazione estrinseca: non uno smartphone qualunque bensì un cilindro parlante dal già nome piuttosto eloquente, Echo. Poi, l’evoluzione, rapida, inaspettata, comunque naturale.

Alexa l’intelligenza artificiale secondo Amazon è diventata grande e lo si è capito una volta per tutte all’ultimo CES di Las Vegas, primo grande appuntamento dell’anno con le novità mondiali dell’elettronica di consumo. Girovagando fra gli stand della kermesse americana il mondo dei media (noi compresi) si è improvvisamente reso conto di quanto sia ormai grande e diffuso l’universo tecnologico che ha scelto il maggiordomo virtuale della casa americana per instaurare un nuovo rapporto - più diretto e, dunque, più confidenziale - con il genere umano.

 

Il vantaggio di una piattaforma aperta
Smartphone, quindi, ma anche televisori, frigoriferi, forni, aspirapolveri robot, persino automobili: Alexa è ormai ovunque, sebbene - questo va detto - per il momento il dialogo sia limitato solo ad alcune aree del mondo di lingua anglofona. Il dado però è tratto. I produttori di nuove tecnologie hanno capito che non devono spendere soldi e risorse per instillare intelligenza artificiale nei propri gadget. C’è chi può farlo per loro. Non uno qualunque peraltro, ma una azienda del calibro di Amazon.

Alexa non è infatti un prodotto esclusivo del colosso dell’e-commerce, ma una piattaforma aperta utilizzabile da chiunque voglia aggiungere funzionalità vocali ai propri dispositivi. Lo potremmo definire il sistema operativo della nuova era dell’Internet delle cose, soprattutto delle cose alle quali vorremmo parlare, letteralmente. Il tramite che ci consentirà di comandare gli oggetti di casa (ma non solo) con la sola imposizione della voce. Già oggi, ad esempio, chi possiede uno speaker Echo può chiedere ad Alexa di accendere o regolare il termostato di casa, le luci, chiudere le porte, le tapparella. Ovviamente purché sia in possesso di apparecchi compatibili con l'ecosistema messo a punto da Amazon.

Un canale diretto con l'e-commerce
Il vantaggio di Alexa rispetto agli altri assistenti virtuali - e in particolare rispetto al celebre Siri di Apple - è soprattutto uno: è più facile da integrare. Un aspetto che pesa, soprattutto in tutti quegli ambiti nei quali mancano le competenze (o le risorse) da spendere per aggiornare hardware e software. Non trascurabile, poi, il fatto che Alexa "poggi" su un’infrastruttura piuttosto solida, il cloud di Amazon, ormai uno standard id fatto nel mondo dell'analisi dei dati.

Ma cosa ci guadagna Amazon da tutto questo interesse verso la sua piattaforma? Semplice, può accorciare la distanza che separa ogni utente dal suo gigantesco supermercato online. Alexa è infatti collegato direttamente ad Amazon.com e questo - come si può immaginare - apre le porte a tutta una serie di scenari dirompenti in ambito commerciale. In un futuro nemmeno troppo lontano potremo chiedere ad Alexa di dirci quante birre sono rimaste nel frigo e, in base alla risposta, ordinarle direttamente su Amazon Prime. Il tutto, ovviamente, senza alzare un dito. Basterà chiedere (e pagare), e ci sarà dato.

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