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Addio Blu-Ray, bentornato nastro magnetico

A soli 6 anni di vita, il Blu-Ray già si avvia sul viale del tramonto. Il futuro dei sistemi di storage, a quanto pare, sono ancora i nastri magnetici

– Credits: INDEED @ Flickr

Quante lacrime versereste per il funerale del Blu-Ray? Se vogliamo dare retta alla statistica, a voler essere buoni, più della metà di voi non si fermerebbe nemmeno per togliersi il cappello. A soli 6 anni dalla sua nascita, infatti, la tecnologia di disk-storage più avanzata (e promettente) tra quelle introdotte sul mercato fino ad ora comincia già a mostrare i primi segni di cedimento. Al punto che alcuni, come il giornalista e consulente hi-tech Cormac Foster , sono pronti a giurare di vedere un piede nella fossa.

Caratterizzata da una elevata capacità di archiviazione (da 25 a 100 giga), la tecnologia Blu-Ray fa il suo debutto nel maggio del 2006, grazie alla scelta di Sony di puntare su questo nuovo sistema di archiviazioni su disco e, in particolare, di dotare la sua PlayStation 3 di un supporto per Blu-Ray disk. Da allora, la carriera del nuovo formato è stata tutt’altro che facile, prima ha dovuto scontrarsi su un contendente, il DVD-HD, che riuscì a battere nel 2008 imponendosi sul mercato come nuovo standard, poi ha dovuto sgomitare per entrare nelle case degli utenti che, inizialmente scoraggiati dal prezzo (necessariamente superiore a quello dei tradizionali DVD), si mostravano esitanti ad abbandonare il DVD.

Oggi, i dischi Blu-Ray sono facilmente reperibili nei maggiori negozi, i dati rivelano un significativo aumento delle vendite (soprattutto per quelle pellicole per le quali la definizione Full-HD può far la differenza), e a quanto pare un altro importante produttore di videogiochi, Microsoft, ha intenzione di integrare il supporto Blu-Ray nella prossima incarnazione della sua piattaforma di gioco, la Xbox 720 (o Xbox Next, come alcuni vociferano). Nonostante ciò, la crescita del Blu-Ray è ancora troppo lenta, per poter garantirne la posizione sul trono del disk-storage negli anni a venire. I dati relativi al 2011 , rivelano che negli Stati Uniti, il 57% delle famiglie ancora faceva uso del lettore DVD.

A peggiorare la situazione, negli ultimi anni, è intervenuta la rivoluzione streaming. L’aumento della velocità di connessione, l’abbassamento dei costi delle memorie di archiviazione flash (come le chiavette USB) e la concomitante proliferazione di servizi di noleggio e vendita di film e videogiochi online, hanno cominciato a erodere il già delicato primato del Blu-Ray, e aguzzando la vista si intravede già all’orizzonte un futuro fatto di tablet, computer e Smart TV, in cui l’intrattenimento digitale si sarà completamente affrancato dai supporti fisici.

A proposito di tablet e SmartTV. Perché una tecnologia come il Blu-Ray possa avere successo e imporsi a livello trasversale, non basta che gli utenti mostrino di essere interessati all’acquisto, è necessario convincere le grandi aziende del settore hi-tech e dell’intrattenimento, che val la pena investirci denaro. Sebbene il Blu-Ray abbia potuto contare sul sostegno di colossi come Panasonic, Dell, Samsung, LG e naturalmente Sony, non è mai riuscito a sedurre Apple, che come sappiamo, detiene un potere di plasmare il settore ormai determinante.

È quindi probabile che i Blu-Ray lasceranno presto il passo a nuove tecnologie, potrebbero essere i nuovi dischi ottici da 2 terabyte , potrebbero essere le memorie a stato solido (come auspicherebbero Linus Torvalds e Steve Wozniak), oppure, per quanto possa suonare assurdo, i vecchi, intramontabili nastri magnetici.

La quantità di dati che l’umanità produce sta crescendo in maniera esponenziale, ogni giorno si rende sempre più necessario individuare una tecnologia che consenta di stoccare una mole enorme di dati per conservarli il più a lungo possibile e con un dispendio energetico minimo. In questo senso gli hard disk, le memorie a stato solido e altri sistemi di archiviazione su disco presentano troppi limiti. Per questo, diverse aziende si stanno preparando per celebrare il ritorno in pompa magna del nastro magnetico. I ricercatori della FujiFilm e IBM hanno già pronti dei prototipi, delle vere e proprie cassette 10x10x2 cm, contenenti un nastro ricoperto di ferrite di bario che consente lo stoccaggio di 35 terabyte di dati. Le proprietà di questi nuovi nastri magnetici consentirebbero di archiviare enormi quantità di dati in uno spazio ridotto con un dispendio energetico almeno cento volte inferiore a quello registrato negli odierni datacenter. Diversi laboratori attualmente stanno lavorando per velocizzare il processo di lettura dei dati (attualmente più lento rispetto ad altre tecnologie di archiviazione) per riportare questo tipo di tecnologia a livelli di eccellenza.

Non si tratta solo di un problema di costi e spazio, esiste anche il fattore tempo. Gli odierni dischi rigidi garantiscono un limite di conservazione dei dati pari a 10 anni, per i DVD e i Blu-Ray la longevità si spinge fino a 15. Il nastro magnetico garantisce 50 anni di conservazione dei dati archiviati ed è ancora, nel XXI secolo, il sistema di archiviazione più sicuro e duraturo.

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