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Leonardo, il blogger dell'anno

Il blogger dell'anno non è Beppe Grillo: ad aggiudicarsi il riconoscimento dei Macchianera Blog Awards è stato a sorpresa un blogger tanto poco vip quanto molto amato

di Biker

Leonardo è una persona timida e riservata. Un tempo, era anche una persona che si indignava spesso. Era il 2001 e all’epoca il suo blog – cioè il suo sfogo – non esisteva ancora. Oggi, a sette anni dalla sua fondazione, quel modo Internet di stemperare i livori lo ha trasportato sul palco dei Macchianera Blog Awards , gli oscar nostrani della blogosfera.

A lui il riconoscimento di Miglior Blogger dell'anno, il più prestigioso assieme all’omologo Miglior blog dell’anno, andato senza entusiasmi a Beppe Grillo . A freddo, nei corridoi, sono tutti concordi che sia stato una specie di premio alla carriera, una coccarda a un blogger che tutti (o quasi) della comunità stimano. “La cosa che mi preoccupava di più era la figuraccia che avrei fatto se nessuna delle cinque nomination con cui ero arrivato in finale si fosse trasformata in una vittoria”.

Leonardo vive a Modena, terra di post e di prosciutti. Fa l’insegnante di italiano, storia e geografia alle medie, e qualche volta gli capita anche che un suo studente gli chieda si sottrarre cinque minuti alla lezione per aggiornare il proprio blog. “È allora – dice il blogger professore – che mi rendo conto di come il fare blogging sia cambiato negli ultimi anni”.

Appartenente di fatto alla categoria dei blog di opinione, il blog di Leonardo è nato perché “Per me un blog è qualcosa che serve a cambiare la società: se quando scrivo sul mio blog mi sento meglio, allora forse anche la società diventa migliore. Però non so se sia sufficiente”. Quello che il suo blog esprime è il risultato di un passato di militante, ma non troppo, molto di sinistra, e antagonista, ma non troppo.

Nelle tre volte a settimana in cui si dedica a quello che è il suo unico vero hobby, Leonardo commenta la vicende della politica italiana, prova con qualche scatto testuale a vedere come cambia la società, si diverte a tratteggiare situazioni surreali di politica estera. Chi lo segue da tempo ricorda, per esempio, quel post a puntate sulla storia capovolta in cui Bush jr. vince il Nobel per la pace e Al Gore attacca l’Iraq, o quando il presidente Napolitano dopo la firma sull’immunità alle alte cariche dello Stato festeggia svaligiando una banca.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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