• RSS
  • youtube
Home  -  Mytech  -  Google lancia Solve for X, un laboratorio di fantascienza per cambiare il mondo

Google lancia Solve for X, un laboratorio di fantascienza per cambiare il mondo

Google svela parte del suo laboratorio segreto. Solve for X cerca idee per cambiare il mondo

Google lancia Solve for X, un laboratorio di fantascienza per cambiare il mondo Google lancia Solve for X, un laboratorio di fantascienza per cambiare il mondo

Tag:  fantascienza Google Google x Neal Stephenson Solve for X

di Fabio Deotto

Ditemi se non è il canovaccio di un film di fantascienza anni ‘80: un gruppo di scienziati viene riunito in una località segreta, vengono messi attorno a un tavolo e viene loro chiesto di estrarre dai cilindri idee sufficientemente ambiziose da risolvere alcuni tra i problemi più diffusi e drammatici che l’umanità si trova ad affrontare. Ve lo dico io: non lo è. Una cosa del genere è successa davvero, settimana scorsa, quando Eric Schmidt e altri executive Google si sono seduti a un tavolo con alcuni dei pensatori e dei ricercatori più visionari, per parlare di come produrre acqua pulita in condizioni di siccità, rivoluzionare la terapia farmacologica e fotografare i pensieri delle persone. No, non è fantascienza: si chiama Solve for X.

Anche perché, più che un laboratorio segreto in stile Area 51, Solve for X è una sorta di osservatorio con i telescopi puntati sul futuro, una squadra speciale la cui missione è accorciare, per non dire azzerare, la distanza fra scienza e fantascienza.

Solve for X è un posto per ascoltare e discutere idee teconologiche radicali volte alla risoluzione di problemi globali” si legge sul blog ufficiale di Google “Con radicali intendiamo dire che potrebbero aiutare miliardi di persone, ma anche che l’audacia delle proposte le rende simili alla fantascienza.

Ma in cosa consiste Solve for X, e quali sono le idee che vorrebbero cambiare il mondo?

Tra i primi cervelloni che si sono seduti alla tavola rotonda di Google spicca Mir Imran, CEO degli InCube Labs , che ha annunciato di stare studiando un modo per perfezionare il dosaggio farmaceutico in modo che le sostanze possano essere somministrate a specifiche regioni anatomiche, in finestre di tempo limitate e diventare così più efficaci e allo stesso tempo meno pericolose. Mary Lou Japsen invece vorrebbe poter fotografare i nostri pensieri, per poterli registrare e conservare, ma anche per poter riprodurre ciò che abbiamo visto nei sogni o nei ricordi. Privahini Bradoo punta a riciclare le montagne di spazzatura elettronica fino all’ultimo atomo di silicio, mentre Robert McGinnis ha un’idea per desalinizzare l’acqua e produrre acqua pulita a un prezzo dieci volte inferiore a quelli attuali.

Sono solo esempi iniziali, e Google lascia intendere che le idee veramente sensazionali debbano ancora essere svelate. E non è detto che a mostrarle al pubblico sarà un grande nome della scienza, anzi, potresti essere tu. Certo, sempre che tu abbia un’idea capace di risolvere un problema di interesse mondiale, e che tu abbia le competenze tecnologiche per svilupparla. Se la risposta a queste domande è affermativa, puoi girare un tuo filmato di presentazione (o Talk) e proporlo a Google perché venga inserito tra i Solve for X Talks (un formato che ricorda da vicino i celebri TED Talks).

Ma la vera particolarità di Google Solve for X non è tanto la gittata dei suoi progetti di ricerca, quanto il principio che ispira questa sorta di bunker di idee. A inizio articolo si parlava di fantascienza. Ebbene, la fantascienza sarà uno dei principi ispiratori più solidi di questo progetto. Non a caso, nella combriccola di cervelloni che la scorsa settimana hanno battezzato il progetto, figura anche Neal Stephenson , uno degli autori di fantascienza più originali e ambiziosi (e ostici) del panorama letterario contemporaneo. Solo qualche mese fa, Stephenson aveva in qualche modo anticipato il progetto Solve for X, ma al tempo ben pochi l’avevano preso sul serio. In un lungo pezzo pubblicato sul World Policy Journal , Stephenson aveva esposto quella che ha nominato Teoria del Geroglifico:

La buona fantascienza fornisce un ritratto plausibile e ragionato di una realtà alternativa in cui un certo tipo di innovazione radicala è stata realizzata. Un buon universo fantascientifico ha una coerenza e una logica interne che vengono ritenute sensate da scienziati e ingegneri. É il caso dei robot di Isaac Asimov, delle navicelle spaziali di Robert Heinlein e del cyberspazio di William Gibson. Per dirla con Jim Karkanias di Microsoft Research: queste icone ci servono da geroglifici, ovvero simboli semplici e riconoscibili sul cui significato tutti concordano.

Che siate ricercatori o scrittori di fantascienza, il consiglio di Google è chiaro: andate a cercare il vostro geroglifico, potrebbe aiutarci a cambiare il mondo.

  • Vai a:
     
     
    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti


Speciali

Video Hot

    • Padoan, la Ue e la fine dell'austerità

      Se Bruxelles accettasse la richiesta italiana di rinviare il pareggio di bilancio al 2016, significherebbe la fine del rigore tedesco - Le lettere - Il via libera al Def

    • Pono Player, i pro e i contro

      Nonostante i 6 milioni di dollari raccolti su Kickstarter, il lettore audio di Neil Young potrebbe ancora rivelarsi un buco nell'acqua. Intanto lo streaming cresce e le vendite digitali calano