Se fino a poco tempo fa era il social networking ad attirare pubblico su internet, oggi a nascere come funghi sono i siti che permettono di costruirsi un proprio spazio web. Dalla condivisione totale all'autarchia? In un certo senso sì. Perché a meno di avere un business da mandare avanti che lo richieda, a chi serve davvero avere un proprio sito internet? E soprattutto, come per i blog, una volta che tutti ne avranno uno quanti saranno coloro che andranno a visitare quelli degli altri?
Ma la grande macchina del web 2.0 va avanti e non si pone questi problemi. Così sbarca in Italia il fenomeno Jimdo , nato in Germania per mano di tre baldi giovani (24, 24 e 29 anni) che nei locali di una vecchia fattoria (versione bucolica del garage in cui sono nate Microsoft, Yahoo! e Google) si sono inventati un software che permette di costruire e personalizzare facilmente un sito web. Hanno cominciato nel 2004, vendendo il programma a piccole aziende, poi sono diventati grandi e si sono detti che forse potevano anche permettersi di regalare l'invenzione ai navigatori di tutto il mondo. Esiste, come sempre più spesso accade nel web 2.0, una versione gratuita del servizio e una a pagamento, che per 5 euro al mese consente spazio per upload quasi illimitato e la possibilità di avere un sito con un dominio proprio. Chi non paga deve accontentarsi di un Url personale solo a metà (nomesito.jimdo.com).
Una volta registrati si riceve nella casella di posta una password che consente di fare il login nel sito e cominciare immediatamente a modificare la pagina standard. Inserendo foto, testi, video, informazioni su di sé, link e quant'altro.
Ma Jimdo non è solo. Da gennaio chi vuole costruirsi un sito ha anche un'altra possibilità, grazie a Webnode . Il sito, per il momento solo in inglese, offre molte gabbie standard tra cui scegliere, con una discreta varietà di temi e colori, e permette di creare diverse sottopagine. Alla maggiore scelta corrisponde però una minore flessibilità: la gestione del proprio sito su Webnode è meno immediata e piacevole che con Jimdo.
Poi c'è Doodlekit che non si vende come website builder gratuito, bensì come la versione gratuita di Doodlebit , società che costruisce siti per professione a pagamento, ma che offre anche la possibilità di averne una versione base gratuitamente.
Non si paga niente con Freewebs , un nome una garanzia, che vanta la creazione di oltre 17 milioni di siti (ma con quanti visitatori ciascuno?). Si deve però passare alla versione Pro, a pagamento qualora si vogliano aggiungere al proprio sito funzionalità di e-commerce. Altri esempi? quanti ne volete: Easysite , SiteKreator , Weebly...
Costruirsi un sito non è mai stato così semplice. Ora la sfida si sposta sulla conquista dell'audience.
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